vocation stories | CELESTINA

Provengo da una famiglia molto religiosa. Abbiamo sempre praticato la nostra fede e andavamo a Messa tutte le domeniche, ma io non pregavo tutti i giorni. Potrei dire che ero un po’ superficiale nella mia relazione con Dio.

Nonostante ciò, c’è sempre stata una domanda nei miei pensieri: qual è il piano di Dio per me? Avevo un gran desiderio di diventare una donna matura, una persona capace di amare veramente.

Dopo essermi diplomata trovai un lavoro in una piccola ditta della mia città. Sono stata impiegata lì per sei anni. Avevo amici, cose da fare, la mia auto, la mia bella famiglia, ma sentivo che qualcosa in fondo mi mancava.

A 24 anni raggiunsi un punto in cui non potevo aspettare più: volevo capire qual era il senso della mia vita, il suo scopo. Ricordo che una sera scrissi questi pensieri sul mio diario. Capii che per trovare una risposta dovevo chiedere a Dio, dovevo cominciare a pregare seriamente. Dio mi ha creato, chi se non Lui mi conosce e sa cosa è meglio per me?

In quei giorni il Signore mise sulla mia strada Antonella, una giovane donna originaria del mio stesso paese. Antonella è adesso una delle mie consorelle. Lei era entrata in comunità qualche anno prima di me. In quei giorni era a casa dei suoi genitori, in visita. Pur conoscendola poco decisi di fare due chiacchiere con lei. Una sera venne a trovarmi a casa mia e parlammo. Fu un momento fondamentale della mia vita, un evento di grazia! Parlammo di Dio, della fede, della vita… della mia vita. Parlando con lei capii gli infiniti orizzonti che si aprono per una persona che segue Dio. Fu una intensa esperienza dell’amore di Dio per me, perché capii che lungo il cammino Egli mi era sempre stato accanto, che mi aveva guidato fino a quel punto e che aveva in mente qualcosa di meraviglioso per me.

Antonella ed io parlammo dell’importanza della preghiera quotidiana e della direzione spirituale.

Fu come vedere un tesoro in fondo alla via e il modo per arrivarci. Non mi serviva altro! Cominciai a pregare tutti i giorni e poi andai dal parroco per chiedergli se voleva essere il mio padre spirituale, aiutandomi a percorrere la via della santità e a discernere la mia vocazione. Antonella mi disse anche che la sua comunità aveva la possibilità, durante l’estate, di ospitare ragazze che volessero prendersi alcuni giorni di riflessione e preghiera e vedere da vicino la vita di una comunità religiosa. Decisi così di andare a trovarle durante le mie vacanze e passai con loro qualche giorno. In quell’occasione fui particolarmente affascinata da una vita di preghiera, di consacrazione al Signore, di servizio ai fratelli. Ebbi la prima intuizione che quella poteva essere la mia strada. L’anno seguente pregai molto, cercando di capire la volontà di Dio. Feci quel che si chiama discernimento vocazionale, cercando di mettermi alla luce di Dio per conoscere meglio Lui e me stessa. Poco alla volta quella prima intuizione maturò e vedevo crescere nel mio cuore il desiderio di dare completamente la mia vita a Dio. Gesù era sempre di più il centro della mia vita, una presenza concreta nella mia quotidianità. Più capivo il suo amore per me, più desideravo rispondergli in maniera radicale. La sua chiamata alla consacrazione era anche il mio desiderio più profondo.

Che felicità fu per me approdare alla scoperta della mia vocazione! Dissi il mio sì a Lui e decisi di entrare in questa comunità perché capivo che mi stava chiamando proprio qui, per pregare, studiare, aiutare gli altri ad incontrarlo. Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo di Lui e insieme percorriamo un altro tratto di questa meravigliosa strada, contrassegnata da gioie e difficoltà, ma soprattutto dal suo amore.