vocation stories | ELENA

“La vita è un dono troppo grande per essere sciupato in qualcosa meno della perfezione” scrive Thomas Merton. Fin da piccola ho sempre cercato quello che poteva rendermi profondamente felice. Non mi sono mai accontentata di quello che facevano tutti o delle cose superficiali. Cercavo la profondità e una felicità che non fosse momentanea ma duratura. Crescendo ho capito sempre di più che non dovevo guardare a qualcosa ma a Qualcuno.

La mia famiglia è stato il primo luogo dove ho incontrato il Signore: l’ho visto nei miei genitori, davvero santi nel loro stile di vita, nei criteri per le scelte, nei valori che hanno trasmesso a noi figli. È stata una scuola preziosissima. E poi la parrocchia, la mia seconda famiglia, dove ho ricevuto e gradualmente imparato a dare, diventando educatrice e animatrice dei più giovani.

Pensando alla mia vocazione, quattro sono stati gli elementi fondamentali.

• A 13 anni ho partecipato ad una vacanza formativa con l’Azione Cattolica di Milano. È stata la prima volta in cui ho profondamente capito che Dio era un amico vicino, con cui entrare in relazione. Da allora ho iniziato a pregare ogni giorno la Liturgia delle Ore, a leggere il Vangelo e meditarci sopra.

• L’anno successivo ho iniziato la direzione spirituale. Non sarò mai grata abbastanza al Signore per il dono di don Gianni e tutto quello che ho imparato attraverso la sua formazione. Grazie a lui e allo Spirito Santo sono rimasta costante nel cammino spirituale, ho imparato a conoscere meglio me stessa e il Signore e a capire che c’era un progetto per la mia vita.

• L’ultimo anno della scuola superiore un incontro mi ha cambiato la vita: le Apostole della Vita Interiore sono venute in classe durante l’ora di religione. Benché non fosse la prima volta che incontravo delle suore, la loro gioia ha catturato la mia attenzione. Quello stesso giorno una profonda intuizione ha colpito il mio cuore: il Signore chiama anche me ad essere una di loro. Ho iniziato un cammino di discernimento proposto in diocesi, il Gruppo Samuele. Quell’intuizione non mi ha mai più abbandonata, anzi è cresciuta e si è confermata.

• Quattro mesi più tardi un ragazzo conosciuto durante la vacanza formativa con l’Azione Cattolica ha manifestato interesse nei miei confronti. Siamo cresciuti in un’amicizia che è stata fondamentale nel mio discernimento. All’inizio ero confusa. Non capivo perché il Signore mi mettesse sul cammino un ragazzo praticamente perfetto se mi voleva consacrata. La preghiera, il discernimento e la direzione spirituale mi hanno aiutata in quell’anno a capire quale fosse il desiderio più profondo del mio cuore: solo il dono completo di me stessa a Dio mi avrebbe resa felice. Dio solo basta!

Ho capito che il mio desiderio più grande è di vivere la vita facendo un apostolato che aiuti le persone a scoprire Dio nella loro vita, conoscerlo e amarlo, imparare a fare scelte secondo la sua volontà. Mi sono sentita chiamata a lasciare tutto e restituire quello che avevo ricevuto in abbondanza nei primi 20 anni della mia vita. Il 16 Settembre 1996, poco più di un anno dopo aver incontrato le Apostole, ho lasciato la mia famiglia a Varese, la mia patria spirituale, cioè la Chiesa Ambrosiana, e sono andata a Roma per iniziare il cammino nella comunità delle Apostole della Vita Interiore. Non ci sono parole che possano esprimere la gratitudine al Signore per il dono della vocazione. Ogni giorno sperimento come la promessa del centuplo fatta da Gesù a coloro che avrebbero lasciato casa, madre, padre, fratelli… si è realizzata ed è molto più di ciò che immaginavo.