vocation stories | JANEL

Fin da quando ero piccola, ho sempre avuto il desiderio di aiutare gli altri. Essendo cresciuta in un’azienda di latte nella campagna del Kansas, volevo fare il veterinario e più tardi, riconoscendo la dignità della persona umana, ho deciso invece di diventare medico. Quando mi sono iscritta all’Università del Kansas non avrei mai immaginato che Dio stava per rovesciare questi miei piani per altri migliori: fare di me un medico delle anime.

Non conoscendo quasi nessuno nel campus dove ormai abitavo, ero entusiasta di fare nuove conoscenze. Ho cominciato a frequentare la parrocchia universitaria, dove andavo a Messa la domenica più per abitudine che per convinzione. Gli studenti che ho incontrato lì mi hanno cambiato la vita. Questi gioiosi coetanei, innamorati di Dio, mi hanno incoraggiata a frequentare corsi di teologia, fare ritiri spirituali, andare a Messa tutti i giorni e anche instaurare un’amicizia vera con Dio attraverso la preghiera quotidiana. Ero attratta dalla gioia, vitalità e pace che emanavano dai loro volti. Io cercavo la felicità che ho riconosciuto in loro e così ho cominciato ad accettare i loro inviti e a fare mio il loro stile di vita.

Quando uno dei professori di teologia della parrocchia mi ha chiesto che cosa io volessi dalla vita, ho risposto: “Essere felice.” Questo professore mi ha spiegato che la felicità non è altro che la santità e la santità è l’unione con Dio. Mi ha fatto capire che siamo tutti chiamati alla santità ed è nel fare la volontà di Dio che la raggiungiamo. Spinta dal desiderio di decifrare il segreto della felicità, la mia domanda successiva era: “Come posso scoprire la volontà di Dio per me?” Lui mi ha parlato del discernimento vocazionale, un tema di cui non avevo mai sentito parlare: esistono, cioè, le due strade del matrimonio e della vita consacrata, che portano entrambe all’unione con Dio. Ora era compito mio chiedere a Dio quale strada Lui avesse pensato per me. Allora ho cominciato a pregare con entusiasmo affinché mi rivelasse il desiderio più profondo del mio cuore.

Pochi mesi dopo, nell’autunno del mio secondo anno di università (ottobre 2003), Dio mi ha fatto conoscere il mistero della mia vocazione. Ero appena tornata dalla cerimonia della vestizione di una mia amica che era da poco entrata in convento. Ero rimasta molto colpita dalla sintesi di gioia profonda e di umanità che avevo osservato in quelle ragazze che stavano per unirsi completamente a Cristo. Vedendole realizzate e felici, ho finalmente capito che questa strada era veramente possibile. La mattina seguente, in preghiera davanti al Santissimo, queste verità profonde della vita religiosa mi sono diventate chiare ed ero convinta che questa strada era anche la mia. Ho scoperto che non desidero altro che donare tutta la mia vita a Cristo per essere unita a Lui; sperimento così fortemente il suo amore per me che la vita consacrata è l’unica possibile risposta.

Al tempo della scoperta della mia vocazione, avevo appena fatto conoscenza con le Apostole. Queste suore italiane erano arrivate da un mese nella mia università, per far parte dell’equipe del centro cattolico. Ho cominciato un percorso di direzione spirituale con Tiziana, che mi ha guidato a conoscere meglio me stessa per poter scegliere la comunità religiosa giusta per me. Con il passare dei mesi, la mia stima per le Apostole e specialmente per il loro apostolato spirituale, cresceva sempre di più. Sono entrata nella casa di formazione di Roma nel giugno 2004 e ho avuto la gioia grandissima di professare i miei primi voti l’8 dicembre 2007.