Posted On 08/06/2023

C’è nessuno?

O Luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli

Non mi capita a volte di vedere la luce di Dio che si precipita verso di me e, appena me ne accorgo, mi metto al riparo? Campanello d’allarme: indosso la mia armatura, mi accuccio in un angolo, mi nascondo dietro il mio scudo e chiudo gli occhi. Forse non mi vedrà… devierà. Sbircio fuori. Mi sembra sicuramente sia andata via…

Oh! Perché mi nascondo da te, o Luce beatissima? Forse perché la tua Luce brucia? Mi rende dolorosamente consapevole dei miei peccati, delle mie imperfezioni, delle mie mancanze, delle mie tentazioni… Mi espone.

Forse perché l’incontro con la tua luce richiederebbe una conversione in me? Non voglio convertire questa parte del mio cuore! È troppo difficile. “Signore, non far risplendere la tua luce sui miei attaccamenti. Ho paura di non riuscire a lasciarli andare e mi fa troppo male che tu ci metta il dito sopra. Ti prego, o Luce beatissima, non brillare su quella parte del mio cuore…”

Forse perché provo vergogna? “Signore, non far risplendere la tua luce lì. Lì non sono amabile. Lì sono rifiutato. Non posso sopportare di sentire anche il tuo rifiuto…” O forse ho paura che qualcuno potrebbe amare davvero quella parte di me? Non so come relazionarmi con qualcuno che ama le cose non amabili di me. “Signore, è meglio che non mi ami in quelle aree, perché se lo fai, potrei iniziare a piangere. E non ho energie per questo…”

O Luce beatissima, forse puoi provare a venire un’altra volta, mi dispiace, ma ora non posso”.

Figlio mio, la mia luce non va e viene. Ti circonda sempre. Come puoi dire: “Torna un’altra volta?”. La mia luce ha molte forme. Forse è per questo che non la vedi sempre. La mia luce ti circonda. La mia luce ti penetra. Ti prego, o anima benedetta, abbatti i tuoi muri. I tuoi muri sono così deboli che potrei abbatterli in un attimo e invadere il tuo cuore. Ma aspetterò che tu dica: “Vieni!”. O figlio amato, basta che tu dica “Vieni”, e la mia Luce che sempre ti circonda e ti protegge si riverserà profondamente nel tuo essere e ti darà la mia Pace. Sì, o anima benedetta, tu sai di volere la mia Pace. Sai che hai bisogno della mia Pace. Basta dire: “Vieni…”.

Forse possiamo ispirarci a Sant’Agostino che trascorse gran parte della sua vita fuggendo da Dio, finché un giorno si abbandonò all’amore incrollabile di Dio. Ecco come descrive la sua esperienza:

 “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me ed io ero fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace.”

“O Luce beatissima, ti prego di non scoraggiarti per il mio nascondimento: abbasso il mio scudo, tolgo l’armatura, mi inginocchio e apro le mani come gesto di accoglienza. Mi arrendo al tuo Amore. Mi apro per ricevere la tua Luce, che è la Luce della mia anima. Non ho paura. Vieni!”.

Proposito Concreto:

Chiuderò gli occhi e mi immaginerò nella scena descritta in questa riflessione. Cercherò di dare un nome agli ostacoli che creano un muro nel mio cuore per bloccare la luce del Signore. Mi immaginerò poi di lasciare andare questi ostacoli e di invitare il Signore a penetrarmi e a spargere la sua Luce in ogni parte di me, purificandomi con il suo Amore.

La meditazione di questo mese è  di Alexa Van Lerberg

 

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