Romani 5:5
“Ora la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato”.
Abbiamo lo Spirito Santo; abbiamo l’amore di Dio. Bene! Ma dove viene ad abitare? Dove lo accogliamo? Nel cuore, nei nostri cuori!
In questo giubileo dei giovani, vogliamo dedicare questa meditazione a loro: ecco, Papa Leone XIV, rivolgendosi a dei giovani (ai seminaristi), così ha recentemente parlato proprio del cuore.
“Come Cristo ha amato con cuore di uomo, voi siete chiamati ad amare con il Cuore di Cristo!”
- In quel Cuore di Cristo e nel cuore umano siamo chiamati ad amare.
Lo voglio? _____ Perché?___________________________
Continua il Papa: “Ma per apprendere quest’arte bisogna lavorare sulla propria interiorità, dove Dio fa sentire la sua voce e da dove partono le decisioni più profonde. Senza la vita interiore non è possibile neanche la vita spirituale, perché Dio ci parla proprio lì, nel cuore.”
- La vita interiore richiede lavoro. Questo lavoro ci permette di sentire la voce di Dio e di prendere decisioni dal cuore.
Quale decisione sono chiamato a prendere in questo periodo? ______________
“Di questo lavoro interiore fa parte anche l’allenamento per imparare a riconoscere i movimenti del cuore: non solo le emozioni rapide e immediate che caratterizzano l’animo dei giovani, ma soprattutto i vostri sentimenti, che vi aiutano a scoprire la direzione della vostra vita. Se imparerete a conoscere il vostro cuore, sarete sempre più autentici e non avrete bisogno di mettervi delle maschere.”
- Quali sono i movimenti del cuore? Sono quelli che riconosciamo in noi per esempio dopo aver letto un brano della Scrittura o la vita di un Santo, dopo un’esperienza, davanti all’arte e alla natura, nelle relazioni… Facciamo un piccolo esercizio: Rileggiamo Romani 5,5.
- Che sentimenti affiorano in me?_____________________
- Quali pensieri?___________________________________
- Che desideri nascono?___________________________
“E la strada privilegiata che ci conduce nell’interiorità è la preghiera: in un’epoca in cui siamo iperconnessi, diventa sempre più difficile fare l’esperienza del silenzio e della solitudine. Senza l’incontro con Lui, non riusciamo neanche a conoscere veramente noi stessi.”
- La preghiera ci permette di entrare nel cuore, dove Dio parla. E’ probabile che quando qui sopra abbiamo cercato di individuare i movimenti del cuore sorti in noi leggendo Romani 5,5 lo abbiamo fatto velocemente, ragionando con noi stessi. L’esperienza della preghiera apre non solo alla riflessione personale, ma anche alla relazione. Proviamo allora a trovare un momento di silenzio e solitudine in cui entrare in intimità cuore a cuore col Signore in cui riprendere questo brano.
- Se il luogo in cui mi trovo adesso, mentre leggo questa meditazione, non è silenzioso, o se sono distratto da mille stimoli, provo a cercare nella mia giornata di oggi o di domani un momento e un luogo in cui fermarmi a pregare per un tempo tranquillo e prolungato (diciamo almeno una decina di minuti). Chiudo allora questa pagina e mi segno sul calendario a che ora e dove potrò riprenderla in mano:
- Quando potrò essere un po’ raccolto tra oggi e domani? ______
- Dove potrei mettermi per gustare con Dio la Sua Parola? _______
- Se il luogo in cui mi trovo adesso, mentre leggo questa meditazione, non è silenzioso, o se sono distratto da mille stimoli, provo a cercare nella mia giornata di oggi o di domani un momento e un luogo in cui fermarmi a pregare per un tempo tranquillo e prolungato (diciamo almeno una decina di minuti). Chiudo allora questa pagina e mi segno sul calendario a che ora e dove potrò riprenderla in mano:
“Vi invito a invocare frequentemente lo Spirito Santo, perché plasmi in voi un cuore docile, capace di cogliere la presenza di Dio.”
- Una volta arrivato all’appuntamento, per iniziare la mia preghiera, invoco lo Spirito Santo, che è l’amore di Dio che ci è stato dato e che viene ad abitare nel mio cuore.
“ Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.”
“Se vi prenderete cura del vostro cuore, con i momenti quotidiani di silenzio, meditazione e preghiera, potrete apprendere l’arte del discernimento. Quando siamo giovani, ci portiamo dentro tanti desideri, tanti sogni e ambizioni. Il cuore spesso è affollato e capita di sentirsi confusi. Invece, sul modello della Vergine Maria, la nostra interiorità deve diventare capace di custodire e meditare. Capace di synballein – come scrive l’evangelista Luca (2,19.51): mettere insieme i frammenti”. (cfr. Dilexit nos, l’Enciclica di Papa Francesco sul Cuore di Gesù, che vi suggerisco).
- Riprendiamo adesso il nostro brano in preghiera e andiamo più a fondo: “Ora la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato”. Rm 5,5.
- Parliamo al Signore che abita nel nostro cuore dei movimenti che vi riconosciamo.
- Dico a Te Signore, non solo in un ragionamento tra me e me, quello che la Parola che sto ascoltando tocca nel mio cuore:
- Signore, questi sono i sentimenti che provo_________
- Signore, mi è venuto questo pensiero _____________
- O Signore, mentre leggo è sorto in me il desiderio di________
- Dico a Te Signore, non solo in un ragionamento tra me e me, quello che la Parola che sto ascoltando tocca nel mio cuore:
“Guardatevi dalla superficialità, e mettete insieme i frammenti della vita nella preghiera e nella meditazione, chiedendovi:
- Quello che sto vivendo cosa mi insegna?
- Cosa sta dicendo al mio cammino?
- Dove mi sta guidando il Signore?”
- Signore, aiutami Tu a mettere insieme i frammenti di quello che trovo dentro di me, dei movimenti del mio cuore, di quello che mi riveli nella Parola, del grido che dal mondo giunge alla mie orecchie e mi chiama in causa….
“Tenendo lo sguardo su Gesù, bisogna imparare a dare nome e voce anche alla tristezza, alla paura, all’angoscia, all’indignazione, portando tutto nella relazione con Dio. Le crisi, i limiti, le fragilità non sono da occultare, sono anzi occasioni di grazia e di esperienza pasquale.
Spero che questo nostro incontro aiuti ciascuno di voi ad approfondire il dialogo personale con il Signore, in cui chiedergli di assimilare sempre più i sentimenti di Cristo, i sentimenti del suo Cuore. Quel Cuore che palpita d’amore per voi e per tutta l’umanità.”
- Concludiamo l’esperienza di oggi, in cui abbiamo pregato con il brano di Romani 5,5 con questi ulteriori passi nella relazione con Gesù:
- Signore, e Tu, cosa provi? Cosa pensi? Che cosa desideri?
- Rimango in silenzio, ascolto il Tuo Cuore.
- Rispondo come posso alla sua chiamata di oggi, amando con l’amore che lo Spirito Santo ha messo nel mio cuore e che mi suggerisce di______________
- Grazie, Signore, per il tempo trascorso insieme, per la speranza che la presenza del tuo Spirito nel mio cuore mi dà: la speranza di non essere solo, di conoscere te, di conoscere me stesso e di discernere in che modo anche io posso amare. E la speranza di__________
- Se abbiamo ritenuto fruttuosa questa esperienza di intimità con il Signore e vogliamo ripeterla, possiamo trovare anche domani (anche ogni giorno!) uno spazio per Lui. Possiamo scegliere altri brani del Vangelo e ripercorrere i passi fatti oggi; invitare spesso lo Spirito Santo ad abitare nel nostro cuore e gustare nel silenzio la Sua presenza, e camminare dove Lui ci invita.
La meditazione di questo mese è di Clara Remartini.
(Le parti in corsivo tra virgolette sono tratte dall’omelia di Papa Leone XIV ai seminaristi, 24 giugno 2025:
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/june/documents/20250624-giubileo-seminaristi.html )




