Posted On 01/09/2025

Megan

Spera nella fedeltà eterna di Dio

Romani 15,4
Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.”

Megan, una cara amica dei tempi dell’università, ha corso molte maratone. In ogni gara arriva un momento in cui il corpo urla di fermarsi. Ciò che ti spinge a continuare non è la forza delle gambe, ma la forza del cuore. È anche il ricordo delle parole degli allenatori e dell’esempio degli altri corridori. Queste voci sostenevano Megan quando le sue forze venivano meno. Allo stesso modo, la Scrittura ci dona incoraggiamento e perseveranza per la lunga corsa della vita.

Esaminiamo Romani 15,4 soffermandoci su ogni frase:

  • «Tutto ciò che è stato scritto prima di noi»
    Al suo tempo, Paolo si riferiva all’Antico Testamento quando scrisse “ciò che è stato scritto prima di noi”. Oggi, quella frase comprende sia l’Antico che il Nuovo Testamento.
  • «…è stato scritto per nostra istruzione…»
    Paolo sottolinea che la Scrittura non fu scritta soltanto per il tempo di Israele, ma è stata conservata per insegnare alle generazioni future. Essa rivela il carattere di Dio, la sua fedeltà e la sua opera nella storia, guidandoci a vivere con fedeltà oggi.
  • «…perchè in virtù della perseveranza e la consolazione che provengono dalle Scritture…»
    Quando arrivano le prove, la Scrittura ci chiama alla perseveranza. Abramo attese la promessa di Dio, Giuseppe sopportò l’esilio, e la Chiesa primitiva perseverò attraverso la persecuzione. La loro perseveranza non fu una lotta vuota, ma radicata nella fiducia, mostrando che, anche quando il cammino è lungo e incerto, Dio è fedele. La vera perseveranza non è solo resistenza ostinata, ma fiducia continua, sostenuta dalla consolazione: il costante ricordo che Dio è con noi e ci precede. La Scrittura offre questa consolazione come acqua a un’anima assetata: «Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla», «Tutto posso in colui che mi dà la forza», «Non ti lascerò e non ti abbandonerò».
  • «…teniamo viva la speranza.»
    Quando la perseveranza e la consolazione si uniscono, sbocciano nella speranza. Non una speranza fragile, dipendente dalle circostanze, ma una speranza salda, radicata nell’immutabile carattere di Dio. La speranza non è semplice desiderio, ma fiducia nelle promesse di Dio. È la certezza che la nostra storia, come quelle della Scrittura, terminerà nella vittoria di Dio.

Paolo ci ricorda che la Scrittura, sebbene scritta tanto tempo fa, parla a noi oggi. Non sono reliquie del passato, ma parole vive che ci guidano attraverso le sfide della vita. Le storie della fedeltà di Dio ci incoraggiano a perseverare con speranza. Ebrei 11 riassume magnificamente le prove e i trionfi di figure come Abele, Enoc, Noè, Abramo, Giacobbe, Mosè e Raab. Ogni storia invita alla riflessione—scegline una, e lascia che la Parola viva ispiri perseveranza, consolazione e speranza.

Possiamo anche riflettere sui modi in cui Dio ha agito provvidenzialmente nella nostra vita. Ricordare le opere meravigliose che Egli ha già compiuto rafforza la nostra fiducia in Lui quando arriveranno nuove prove. Come dice il Salmo 105,2: «Cantategli, cantate inni a lui, narrate tutte le sue meraviglie!».

Voglio condividere come Dio ha riversato abbondanti benedizioni su di me questa estate e, come il Salmista, proclamare le sue opere meravigliose. Metto per iscritto queste grazie affinché, quando arriveranno le prove—perché certamente arriveranno—io possa ritornarvi e trovare nuova forza, nuova fiducia, nuova speranza nella misericordia di Dio.

Nel mese di giugno, il Signore ha intrecciato gioia e dolore sul mio cammino. Mi ha donato giorni di comunione e gioia con le Apostole a Roma, e una settimana a Lourdes, dove la presenza di Maria mi ha abbracciato nella preghiera. In quei giorni, ho saputo che la mia amata amica Megan (la maratoneta menzionata all’inizio) aveva subìto diversi ictus. Il suo cancro, che un tempo era gestito con farmaci, era improvvisamente avanzato. Invece di tornare negli Stati Uniti, sono volata nei Paesi Bassi, dove lei insegnava in una scuola internazionale vicino ad Amsterdam. Sono arrivata di lunedì e Megan è morta venerdì. La sua morte è stata carica di dolore, eppure in quegli ultimi giorni—e nelle settimane che sono seguite—Dio mi ha rivelato grazie così profonde da continuare ancora oggi a richiamare il mio cuore alla fiducia, alla speranza, e al ricordo della sua misericordia.

  • Quando ho pianificato il mio viaggio a Roma e a Lourdes in dicembre, Dio già sapeva che il tempo di Megan era vicino. Egli ha disposto il mio viaggio affinché fossi in Europa quando lei si è ammalata gravemente. Con un breve volo, ho potuto esserle accanto e trascorrere con lei l’ultima settimana della sua vita. Dio è davvero l’Architetto del tempo; i suoi tempi sono sempre perfetti.
  • Quando Dio ci chiede qualcosa, prima prepara i nostri cuori. Lo Spirito Santo mi ha ispirato a prolungare il viaggio da Roma a Lourdes, dove ho ricevuto le grazie necessarie per accompagnare Megan. Ho sempre temuto la morte di una persona amata, ma attraverso Maria e la silenziosa preparazione dello Spirito Santo, quella paura è stata vinta.
  • Megan aveva una fede forte e faceva ogni settimana un’Ora di Adorazione Eucaristica. Al suo capezzale ho pregato con lei il Rosario e la Coroncina della Divina Misericordia, anche in silenzio mentre dormiva. Abbiamo guardato insieme la Messa quotidiana, e durante una celebrazione lei ha teso la mano verso suo padre e me, dicendo: «Tenetemi la mano». Che modo meraviglioso di accompagnare una persona cara nel suo cammino verso il cielo. Dio è sempre fedele.
  • Ho imparato che dolore, pace e persino gioia possono coesistere. Dolore per la perdita di Megan. Pace portata dalla preghiera. E gioia per la presenza della mia amata amica.
  • Gesù promette di non lasciarci mai soli. Anche quando nessun altro è vicino, Egli è con noi. Il giorno prima che Megan morisse, ha visto il contorno di Gesù. Nell’ora della sua morte, Egli l’ha benedetta abbondantemente—circondata da suo padre, tre amici e il suo medico.
  • Si potrebbe pensare che le grazie sono terminate con la morte di Megan, ma sono continuate inaspettatamente. Con sua madre e suo fratello già deceduti (anche loro a causa del cancro), ho aiutato suo padre a organizzare il funerale—un compito che un tempo mi sarebbe sembrato impossibile. Eppure, per grazia di Dio, non solo è stato possibile, ma a tratti persino “facile”. La Grazia di Dio rende possibile l’impossibile.
  • Aiutare a organizzare il funerale mi ha costretto anche ad affrontare il mio dolore—e affrontandolo, è iniziata la guarigione. Dio spesso utilizza gli eventi più inattesi per restaurarci e rinnovarci.

Riflettere sulla Scrittura, così come sulle nostre esperienze passate, può rivelare le abbondanti grazie di Dio, rinnovando il nostro coraggio e la nostra speranza. Ricordando come Dio ha agito in passato, acquisiamo la fiducia di affidarci a Lui nel presente e nel futuro, certi che la sua fedeltà continuerà.

Preghiera:
Signore, ti ringrazio per il dono della tua Parola. Quando sono stanco, ricordami coloro che mi hanno preceduto. Quando mi sento scoraggiato, soffia nel mio cuore il tuo incoraggiamento attraverso le Scritture. Insegnami a perseverare con fiducia, affinché io viva nella speranza. Fa’ che la tua Parola sia lampada ai miei passi e luce sul mio cammino, e che le tue promesse guidino i miei passi finché non ti vedrò faccia a faccia. Amen.

La meditazione di questo mese è di Karen Bonkiewicz, CLAVI (consecrate laiche delle AVI).

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