Posted On 03/12/2023

Il Bambino e lo Spirito

…Il guerriero era sparito, il bambino lo chiamò ma non sentì risposta, ripercorse correndo la strada che avevano fatto insieme, ma non c’era più traccia del valoroso compagno. Il bambino entrò nel bagno della scuola e si guardò allo specchio, si sistemò i capelli come quelli del suo guerriero ed entrò nella palestra; i due compagni che lo avevano preso in giro erano ancora lì a tirare al canestro. Andò verso di loro con decisione, coprendo la distanza che li separava con il coraggio di chi è pronto a tutto; guardò negli occhi il più alto dei due senza abbassare lo sguardo. Lo abbracciò con la forza del perdono, poi prese il pallone dalle mani del ragazzo incredulo e centrò il canestro: uno a zero. Lasciò cadere la palla indietro e si diresse verso l’uscita: aveva vinto. Era un altro bambino ora… lui ed il suo guerriero insieme… (dal video ufficiale di “Guerriero” di Marco Mengoni)

 Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18)

Queste parole Gesù le disse di sè, leggendo il rotolo del profeta Isaia nella sinagoga di Nazareth, suo villaggio natale. Sappiamo che non andò a finire bene: i suoi non gli credettero e sembrò quasi che quel giorno potessero farla finita con lui…

Eppure Gesù quelle parole le visse davvero e, a detta di Pietro, “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui(Atti, 10,38); le parole di Isaia presero carne in lui perchè lo Spirito di Dio era dentro di lui.

Ma la storia non finì con la morte di Gesù, e neppure con la sua resurrezione… i segni di una Presenza divina e non meramente umana continuarono a susseguirsi indiscutibili, in una sequenza ininterrotta di testimoni, che fecero diventare “carne” quelle parole di Isaia che parlavano di Cristo.

Una schiera interminabile di annunziatori del lieto messaggio, di proclamatori di liberazione e di guarigione; una folla di persone assolutamente uguali a te e a me che credettero che lo Spirito Santo non fosse un super eroe dei fumetti ma una persona reale che poteva prendere “possesso” della libertà umana e far fare a gente comune miracoli di bene.

Basta aprire gli Atti degli Apostoli per renderci conto di quello che i primi seguaci di Gesù riuscirono ad ottenere: guarigioni, conversioni, discorsi illuminati, perseveranza e fede incrollabili, coraggio davanti ad ogni tipo di avversità… basta leggere la vita dei santi per vedere che lo Spirito Santo è vero ed operante nella storia dell’uomo.

“Santi”, appunto, perchè pieni di Spirito Santo; “Santi” perchè ebbero il coraggio di arrendersi in tutto e per tutto alla guida della Persona che era stata donata a ciascuno di loro come “compagno di viaggio”, come un “alter ego”, il giorno del Battesimo.

Per noi la buona notizia è che non c’è nessuna differenza tra i Santi e noi; lo Spirito è stato donato a loro nello stesso modo in cui è stato donato a noi: senza sconti, in abbondanza, perchè Dio non è geloso di ciò che gli appartiene, nè è tantomeno avaro.

Ciò che fa la differenza è a quale “spirito” nostro malgrado lasciamo spazio momento dopo momento, attimo dopo attimo: allo Spirito “Santo” o allo spirito del male? Perchè, lo abbiamo visto nel percorso delle riflessioni di quest’anno, entrambi bussano alla nostra porta ed entrambi vogliono entrare anche se con modalità ed effetti opposti.

Allora non ci resta che invocare con forza, con fede, con coraggio, anche quando l’evidenza dei nostri peccati sembra dirci che è inutile continuare a chiedere aiuto, che venga lo Spirito Santo. Anzi, che questo Spirito, che già è presente in noi, possa avere la meglio sulle nostre paure, visto che dove c’è amore non c’è timore.

Dobbiamo e vogliamo invocare questo Spirito con la fiducia del bambino che continua a chiedere finchè non ottiene ed è convinto di ottenere perchè appunto è un bambino. E ci scopriamo bambini con la mano tesa per metterla in quella forte dello Spirito, attenti a cogliere la sua voce che sussurra la strada della Vita al nostro orecchio come si fa con i segreti preziosi.

Quella dello Spirito è una Vita nuova, perchè non è schiacciata dal peso dell’istinto di conservazione della nostra natura limitata, che porta inesorabilmente all’egoismo e alla prevaricazione; ma una Vita che si apre con sempre rinnovata fiducia all’altro perchè sa che nulla potrà annientarla, perchè sa di non poter morire; una Vita che ci trova vincitori, sempre, perchè lo Spirito è Dio e non muore.

Nella pienezza del tempo ci fu donato un Bambino pieno di Spirito Santo: il Figlio di Dio fatto Uomo. L’augurio allora che possiamo farci tutti alle porte di un nuovo Natale, è quello di lasciarci abbracciare da questo stesso Spirito imparando ad essere bambini aperti e docili come il Dio Bambino.

Proposito concreto:

in questo mese per prepararmi al Natale pregherò ogni giorno la sequenza allo Spirito Santo:

Vieni, Spirito Santo, / manda a noi dal cielo /  un raggio della tua luce. 

Vieni, padre dei poveri, /  vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori. 

 Consolatore perfetto; / ospite dolce dell’anima, /  dolcissimo sollievo. 

 Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto. 

 O luce beatissima, /  invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli. 

Senza la tua forza, / nulla è nell’uomo, / nulla senza colpa. 

 Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina. 

 Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò che è sviato. 

 Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano, / i tuoi santi doni. 

 Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna. 

 Amen

La meditazione di questo mese è a cura di Michela Brugnoli

 

 

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