Posted On 09/07/2023

INSIEME SI PUO’

 

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

Come reagiremmo se qualcuno ci dicesse: “Senza di me non puoi fare niente”?

È possibile che un moto di orgoglio ci faccia alzare la testa e lo sguardo in atteggiamento di sfida, pronti ad affermare la nostra indipendenza e le nostre capacità. Oppure, memori di qualche fallimento appena vissuto, sentiremmo arrivare su di noi un’ondata di scoraggiamento, con quella vocina che ripete internamente: “Non ci riuscirò mai”.

Possiamo dire che queste due reazioni così diverse sono, in fondo, apparentate, come due facce della stessa medaglia che si chiama orgoglio e che ci rende centrati su noi stessi, sul nostro grosso ego.

 

Se poi l’affermazione “Senza di me non puoi fare niente” arriva al nostro cuore con un tono di voce offensivo, aggressivo, che ci ridicolizza e che sminuisce la nostra dignità possiamo stare tranquilli che non è la voce dello Spirito Santo. Lo stesso vale per la voce dell’orgoglio e quella dello scoraggiamento che si levano come risposta dentro di noi: non vengono dal Signore e ci tolgono la pace.

Esse non dicono la verità su chi è Dio e su chi siamo noi.

Dio è il nostro Creatore, ma anche e soprattutto nostro Padre, e noi siamo sue creature, ma anche e soprattutto suoi figli. Una creatura non ci sarebbe senza il Creatore che la chiama all’esistenza e un figlio non può generarsi da solo, può solo ricevere la vita dal Padre.

Siamo dunque dipendenti da Lui, ma in una maniera così diversa da quella suggerita da quella voce che arriva come una sferzata.

Al capitolo 15 del vangelo di Giovanni Gesù fa un discorso molto importante in cui ci parla del suo grande amore per noi, lo stesso amore che il Padre ha per Lui e che riversa su noi figli. Non solo, Egli insiste sul fatto che noi gli apparteniamo cosi’ profondamente da essere parte di lui: “Io sono la vite, voi siete i tralci”. Scorre in lui ed in noi la stessa vita, la stessa linfa: lo Spirito Santo.

E proprio per ribadire la nostra grande dignita’ dichiara che non siamo servi ma amici, partecipi dei segreti del Padre.

Quanto sono lontane queste parole da quelle che ci diminuiscono ed offendono!

Il Padre ci ha creati affinche’ possiamo portare frutto, un frutto che rimanga per sempre (cfr. Gv 15,16).

Se ci soffermiamo abbastanza su queste parole potrebbe davvero sbocciare in noi la meraviglia di fronte alla promessa di una tale grandezza, tanto da dire magari al Signore: “Come è possibile? Mi scontro ogni giorno con i miei limiti, con i fallimenti, con la fatica di amare e perdonare…”

Si racconta di un bambino che mentre giocava in giardino voleva spostare un grosso vaso, molto più grande e pesante di lui. Ci si mise d’impegno, sotto lo sguardo del papà che lo osservava attento. Sbuffi, sforzi, sudore…niente, neanche un centimetro. Era sul punto di arrendersi quando il papà gli chiese: “Ci hai messo tutta la forza che avevi?” “Certo!”, rispose il bambino. “Ma non hai chiesto il mio aiuto”, disse il padre.

Tutta la forza che possiamo è la nostra e quella del Padre nostro. Siamo uno con lui, nella Vite che è Cristo, nello Spirito Santo che è dono abbondante di forza e di amore.

“Ti ho fatto a mia immagine, ti ho fatto per la grandezza, ma essa è prima di tutto la grandezza della comunione con me”. Il frutto piu’ grande e piu’ bello che possiamo portare nella nostra vita è quello dell’amore, che nasce solo dall’incontro personale con Dio.

In questo contesto Gesù,  con una voce che incoraggia e da’ gioia, ci dice: “Senza di me non potete fare nulla”.

Con il dono dello Spirito il Signore ci invita a ricevere la sua grazia e a rispondere con tutto di noi, con ogni fibra del nostro essere, con le nostre doti, i doni, i desideri e perfino con le fatiche e i limiti. Il fuoco dello Spirito darà forza e purificherà il cuore.

“Mettiti in gioco completamente”. Come se volesse dirci che neanche lui può fare niente senza di noi, cioè non può portarci alle altezze della vita eterna senza il nostro si’, senza il nostro coinvolgimento.

Vieni, Santo Spirito, e sostienici in questa ascesa verso la pienezza della vita e dell’amore.

Vieni, senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa.

PROPOSITI CONCRETI

  • Questo mese, con l’aiuto della grazia, mi eserciterò ad invocare il dono dello Spirito Santo specialmente quando avvertirò la mia debolezza e i miei limiti nell’amare Dio e gli altri.
  • Riprenderà alcuni versetti di Giovanni 15, ripetendoli e ricordando l’amore del Padre per me e la grande dignità a cui sono chiamato come suo figlio.

La meditazione di questo mese è a cura di Celestina Menin

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