Posted On 04/08/2023

PICCOLE GOCCE DI MORBIDEZZA

Lava ciò che è sordido ,

bagna ciò che è arido ,

sana ciò che sanguina!

Madre Teresa di Calcutta, una sera, nella casa dei moribondi, avvicina una donna, che da poco era stata portata lì.
Solleva con amore i pochi stracci, che ricoprono un corpo scarno, simile ad una radiografia, se non fosse per le piaghe, che corrodono l’oscura pelle avvizzita!
Rapida e attenta, Madre Teresa provvede ad una pulizia sommaria e ad una prima disinfezione. Ma le condizioni della povera donna, che forse è ancora giovane, appaiono disperate .
Meglio tentare di rianimarla subito con cardiotonici, un brodo tiepido e tanto amore.

 La misera guarda trasognata con occhi da cui lo sguardo sembrava svanire. Mormora in un soffio:
– Perché fai questo?
Madre Teresa, con il cuore gonfio d’amore e di pietà, le risponde:
– Perché ti voglio bene!
Una luce d’incredula gioia si riverbera dall’interno su quel viso scavato.

– Oh! Dillo ancora!
– Perché ti voglio bene!- ripete la Madre con ferma dolcezza.
– Dillo ancora, dillo ancora!
La morente stringe le mani della Madre e l’attira a se per sentire tante e tante volte ancora, beata, mentre la vita fugge, le più care parole del mondo: “Ti voglio bene!”.

Non so se hai avuto la mia stessa impressione, ma quando ho letto per la prima volta questo racconto, mi sono venute  in mente proprio le parole della sequenza: lava, bagna, sana!

Madre Teresa, andando da quella giovane donna, ha soccorso il suo corpo martoriato, lavandolo, rianimandolo, per quanto possibile, con un po’ di brodo . Con la sua voce calda e affettuosa ha soprattutto  “risanato” il suo cuore, ancora più arido e sanguinante del  suo corpo, perché forse raramente era stato “bagnato” da parole amorevoli.

Quello che la piccola suora albanese ha operato per la giovane moribonda, è ciò che puoi chiedere allo Spirito Santo di operare ogni giorno nel tuo cuore e in quello delle persone su cui lo invochi. Forse ci sono dei momenti in cui anche tu ti senti agonizzante, con qualcosa dentro che non è solo sporco, ma sordido; che non è solo secco, ma riarso; che non e solo ferito,  ma sanguinante. Egli ti dona il suo Spirito, che non ha alcuna paura a discendere anche negli aspetti più miseri della tua umanità, perché si compia anche in te la promessa-profezia di Ezechiele:

Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo.  Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;  vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (Ezechiele 36, 24-27)

Adesso, prova a fermarti un attimo, rientra in te stesso! Permetti al Signore di prenderti, di radunare tutte le parti di te, disseminate in molti luoghi, preoccupazioni, impegni o distrazioni. Quando ti sentirai abbastanza raccolto, invoca lo Spirito, lentamente.

Vieni Spirito Santo, lava ciò che è sordido

Immagina che lo Spirito Santo, come un medico amorevole, si avvicini a te. Ricordi quella giovane donna? Era completamente abbandonata, docile, recettiva, capace di farsi stupire…Non si è ribellata, irrigidita, non ha chiuso il cuore nella paura!

Permetti a Lui di sollevare gli stracci con cui forse hai cercato di coprire le tue parti più fragili, sporcate dal peccato, quelle di cui ti vergogni di più, ma a cui fai fatica a rinunciare. Non temere di essere giudicato, perché Lui è l’Avvocato, il Difensore. Così come sei, sei amato da Dio e “puoi rassicurare il tuo cuore, qualunque cosa esso ti rimproveri. Dio è più grande del tuo cuore” (cfr 1 Giovanni 3,19-24) . Lo Spirito è acqua pura, fresca, cristallina. Cosa hai bisogno che lavi?

Vieni, Spirito Santo, bagna ciò che è arido!

Potrà capitare che il Medico, avvicinandoti, trovi il tuo cuore spento, riarso, avvizzito. Forse sei una persona che ha sofferto tanto, che si è spesa sempre per gli altri ed è rimasta scottata. Per non correre il rischio di aprire la porta ai ladri, alla delusione, l’hai chiusa anche agli amici, alla gioia. Hai dato, dato, dato e ora ti senti  un bicchiere vuoto. E’ come se avessi il deserto dentro e attorno a te. Un deserto che è avanzato nel tempo, laddove sono mancate, nella relazione con Dio, con te e con gli altri, quelle piccole gocce di tempo, di attenzione, di cura, di tenerezza, che fanno la differenza: “Dio lo sa che ci credo, non ha bisogno che preghi ogni giorno o che vada a messa; devo sempre esserci per gli altri, dire di si, non importa se sono stremato; la mia consorella/ mia moglie/mio marito/mio figlio/ lo sanno che gli voglio bene, che li stimo, non è così necessario che glielo dica, non sono quelle le cose importanti. Forse domani, un’altra volta, l’anno prossimo…”. E ci si allontana sempre di più! E ci sente sempre più soli! Quante volte, nella consulenza che faccio alle coppie, o nell’accompagnamento spirituale ho sentito ripetere queste parole! E quante volte sono caduta anch’io in questa dinamica di “desertificazione” !

Com’è consolante avere Qualcuno a cui rivolgersi in quei momenti! Da credente sai che lo Spirito Santo ti abita e puoi invocarlo perché, come acqua vivificante, venga a bagnare, ad ammorbidire dall’interno il tuo cuore, la tua bocca, le tue mani, le tue braccia, i tuoi piedi.  Se lo invochi con umiltà, con fiducia, pian piano Lui ti disseta, ti irrora, ti rende fecondo  e desideroso di “innaffiare”  di nuovo il terreno delle tue relazioni con  piccole gocce d’acqua: un momento di preghiera ogni giorno, un  gesto di perdono, una parola gentile, un saluto, un sorriso, uno sguardo tenero, un grazie, un “brodo tiepido”, un “ti voglio bene”!

Vieni, Spirito Santo, sana ciò che sanguina

Ti sarà capitato, da piccolo, dopo esserti fatto male, di voler nascondere le tue ferite. “Il disinfettante brucia, il medico, toccandole, mi fa sentire più dolore”! A  volte guardare le ferite, averne sempre qualcuna da esporre, ti fa sentire visto, importante…hai quasi timore che spariscano, non riesci ad immaginarti senza, perché lì c’è un po’ della tua identità!

Oppure puoi sentirti così spaventato da avere la sensazione quella voragine non passi più, che rimarrà aperta in eterno, che sanguinerà per sempre allo stesso modo, che il tuo destino è segnato, che non troverai mai sollievo, senso, conforto!

Lasciati rassicurare dalle parole di Pietro:  “dalle sue  piaghe siete stati guariti” ( 1Pt 1,1-5,14) e invoca il suo Spirito.

“Sana ciò che sanguina! Vieni e rimargina tu la ferita di quell’incomprensione, di quel senso di colpa terribile, di quell’attacco verbale, di quel rifiuto…aiutami a perdonare… risana le ferite che io stesso ho procurato agli altri, a quella persona in particolare, anche se non volevo…aiutami a chiedere perdono.

In fondo al tuo cuore, se preghi con fiducia, apertura, docilità, abbandono, potrai sentire risuonare  la profezia di Isaia:

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto…
9Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
(Isaia 58,8a-9)

Propositi concreti:

1)Se ho invocato lo Spirito come Colui che lava e  ho sentito un invito  alla Confessione, posso ricordare quelle volte in cui, dopo una confessione rimandata a lungo, ho sentito sollievo, pace, frescura e compiere quel passo!

2)Posso chiedere allo Spirito Santo di aiutarmi ad individuare le piccole gocce con le quali ammorbidire le relazioni che si sono più inaridite. Se, per esempio, capisco che non faccio altro che rimproverare o criticare qualcuno in famiglia, scelgo ogni giorno di rivolgergli una parola di apprezzamento e di stima.

La meditazione di questo mese è di Simona Ciullo

 

 

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