Chi è come il Signore?
«Chi è come il Signore?» Questo è il significato che sta dietro al nome del prossimo profeta di questa serie: Michea. Di umili origini rurali, è proprio il tipo di uomo che ci dice di «camminare umilmente con il tuo Dio», poiché lui stesso lo ha fatto. Tuttavia, Michea non era tipo da tirarsi indietro di fronte al confronto; ha affrontato con coraggio i leader del suo tempo per la loro corruzione e per le ingiustizie inflitte al popolo. Pertanto, «Chi è come il Signore» si adatta piuttosto bene a un uomo scelto da Dio per rivelare la natura del Messia e guidarci a diventare più simili a Lui.
Michea ci dice che il Signore è come uno che raduna i dispersi e i perduti. Egli predice l’esilio e la cattività del popolo di Dio, che infatti si verificano più di un secolo dopo. La restaurazione e la speranza sorgeranno, non attraverso i leader civili e i falsi profeti, ma per mano del Signore. Ai nostri giorni, quanto spesso cerchiamo rassicurazione e sicurezza dai leader politici e dai predicatori carismatici mentre assistiamo al declino della società e all’erosione dei valori? A chi ci rivolgeremo per essere guidati? Dio risponde: «Io vi radunerò tutti. Li riunirò come pecore in un ovile, come un gregge nel suo pascolo» (2,12). Sebbene Gesù non citi direttamente Michea, l’eco del suo messaggio risuona nel Vangelo di Giovanni: «Io sono il Buon Pastore. Ho altre pecore che non sono di questo ovile; devo condurle anch’esse, ed esse ascolteranno la mia voce. Ci sarà un unico gregge, un unico pastore» (Giovanni 10, 14.16).
“Chi è come il Signore?” – Michea non vide il compimento di questa domanda durante la sua vita, ma la risposta si trova ancora una volta in Gesù. Gesù è venuto per «insegnarci le vie di Dio» affinché «camminiamo nei suoi sentieri» (Michea 4,2). Ai tempi di Michea, fu sollevata una domanda che risuona profondamente con le preoccupazioni degli uomini di oggi: «Che cosa mi chiede il Signore?» Invece di attendere pazientemente una risposta, venivano proposte varie opzioni: «Devo presentarmi al Signore con olocausti?», «Gradirà il Signore migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi?», oppure «Devo offrire il mio primogenito per la mia colpa?» (Michea 6,6-7) Possiamo sentire riflessioni simili nelle nostre vite quando ci chiediamo: «Devo rinunciare ai dolci, alla TV o ai social media per la Quaresima?», «Devo recitare quattro rosari al giorno?», «Devo percorrere tutto il Cammino a piedi nudi?» La domanda che sta alla base di questi interrogativi potrebbe in realtà essere: «Cosa devo fare per essere in regola con Dio e ottenere la salvezza?»
Michea condivide con noi: «Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: Praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con il tuo Dio». (6,8) Dio ci chiama a incarnare ciò che Gesù ha esemplificato e compiuto, esortandoci a seguire il Suo esempio. «Gesù è il nostro unico maestro che deve istruirci, il nostro unico Signore dal quale dobbiamo dipendere, il nostro unico Capo al quale dobbiamo restare uniti, il nostro unico modello al quale conformarci, il nostro unico medico che ci deve guarire, il nostro unico pastore che ci deve nutrire, la nostra unica via che ci deve condurre, la nostra unica verità che dobbiamo credere, la nostra unica vita che ci deve vivificare e il nostro unico tutto, in tutte le cose, che ci deve bastare» (San Luigi Maria Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione, n. 61).
Michea si assicura che ci poniamo le domande giuste: sto vivendo in modo da onorare la chiamata alla giustizia, alla misericordia e all’umiltà? Mi sforzo di allineare le mie azioni all’esempio e agli insegnamenti di Gesù?
Prenditi del tempo per parlare al Signore del tuo desiderio di camminare umilmente con Lui, affinché tu possa essere sempre più trasformato a sua immagine. Ascolta poi quegli inviti quotidiani ad agire con giustizia e misericordia.
La meditazione di questo mese è di Tatum McWhirter, AVI.




