Posted On 19/05/2024

“Sua Madre”

Un giorno un sacerdote raccontò questa storia.

Un giornalista piuttosto aggressivo fece un’intervista ad una madre di 10 figli. Le chiese: “Non è vero che ogni figlio merita l’amore della madre come se fosse un figlio privilegiato ed eletto?” “Certamente “- rispose la madre. Il giornalista continuò: “Nessun genitore può essere totalmente imparziale. Tra i suoi dieci figli quale è quello che lei ama di più?” La madre rispose: “Quello che è malato finché non abbia riacquistato la salute, quello che è triste finché possa sorridere di nuovo, quello che è lontano finché non ritorni a casa”.

Siamo nel mese di maggio e siamo invitati ad avvicinarci a Maria perché lei ci porti più vicino a Gesù. Maria è la Madre. Maria è innanzitutto la Madre di Gesù e come conseguenza della missione salvifica di Cristo, è Madre nostra. È la Madre per eccellenza, attenta a tutti i suoi figli. Poiché siamo tutti bisognosi di qualcosa, è vicina a tutti noi come se fossimo i privilegiati ed eletti: tutti noi infatti, siamo quei figli ammalati che hanno bisogno di salute fisica, psicologica o spirituale che sia; siamo tutti a volte tristi perché ci troviamo in un momento di sofferenza e desolazione; siamo tutti a volte lontani da casa come il figlio prodigo. Maria ci attende e ci tende le sue braccia; meglio, ci prende in braccio come ha fatto con Gesù Bambino. Non so se avete visto il film su Gesù chiamato “The Passion” di Mel Gibson che uscì diversi anni fa. È un film difficile da vedere. La figura di Maria è resa molto bene. Molte sarebbero le immagini da ricordare. Ve ne riporto solo qualcuna. Quando, per esempio, in piena notte Gesù viene arrestato, Giovanni va da Maria e da Maria Maddalena per spiegare loro ciò che era accaduto. Maria aveva avuto un presentimento ed è come se già lo avesse saputo. Un’altra scena commovente è quando Maria è all’aperto proprio sopra la prigione dove si trova Gesù.

Pur non sapendo esattamente dove lo tengono prigioniero, Maria percepisce la presenza di Gesù lì, sotto di lei, e si inginocchia poggiando l’orecchio sul pavimento come ad ascoltare i movimenti del Figlio. Anche Gesù dalla prigione alza gli occhi perché percepisce che la mamma è sopra di Lui. Quando poi Gesù ormai condannato a morte percorre la “via dolorosa “che lo conduce al calvario, al vedere il figlio cadere sotto il peso della croce, gli corre incontro come faceva quando era bambino e  cadeva sbucciandosi il ginocchio. Tante le scene di tenerezza materana. Una tenerezza che ella ha anche verso i discepoli e quindi anche verso Pietro che, dopo aver rinnegato Gesù tre volte, si imbatte tra la folla proprio in Maria e Giovanni.

Maria tenta più volte di dargli una carezza per consolarlo nella sua grande afflizione di aver tradito il Signore, ma Pietro non ce la fa a reggere la premura di Maria perché si sente indegno. Questa è Maria, una Madre attenta verso tutti.  Alle nozze di Cana viene incontro all’imbarazzo degli sposi che non hanno più vino. Cosa dice ai servi? “Fate quello che Lui vi dirà”. Anche a noi Maria ci suggerisce: “Fate quello che vi dirà”. Maria ci porta a Gesù perché ci vuole felici.

Dal canto suo Gesù ci offre Maria come la nostra madre. Aveva già dato tutto: la dignità, le vesti, il suo sangue… Ora dà l’unica realtà intimamente a Lui unita: sua Madre.

“Donna, ecco tuo Figlio… Figlio, ecco tua madre…”
( Gv 19, 26-27).

Nella quarta stazione della Via Crucis al Colosseo di questo 2024, scritta di proprio pugno da Papa Francesco, Il papa dice: “Gesù, sei rimasto solo con la croce. Ma ecco tua madre, Non servono parole, bastano i suoi occhi che sanno guardare in faccia la sofferenza e farsene carico.

Gesù, nello sguardo pieno di lacrime e di luce di Maria, ritrovi la memoria della tenerezza, delle carezze, delle braccia amorevoli che ti hanno sempre accolto e sostenuto. Anche il mio cammino ha bisogno di fondarsi nella memoria del bene. Mi accorgo, però, che la mia preghiera è povera di memoria: veloce, sbrigativa, una lista di bisogni per oggi e per domani. Maria, ferma la mia corsa, aiutami a fare memoria: a custodire la grazia, a ricordare il perdono, a ravvivare il primo amore, a riassaggiare le meraviglie della Provvidenza, a piangere di gratitudine”.

Propositi

1.Durante questo mese mariano possiamo rivolgerci più spesso a Maria. Possiamo chiederle :
“ Maria aiutami a rinnovare la memoria di come ho sperimentato l’amore del Signore nella mia giornata”.

2.Cerco di organizzare un rosario mensile a casa mia e/o con amici.

La meditazione di questo mese è di Loredana Mazzei

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